La Rocca di San Leo: Prigione di Cagliostro – Visita al castello

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La Rocca Di San Leo (RN), fortezza che fu anche prigione del Conte di Cagliostro. Visita assolutamente da non perdere ad uno tra i monumenti più rappresentativi tra i fantastici borghi della valmarecchia in Emilia Romagna. Scopriamo assieme il castello ed i suoi segreti attraverso le foto ed un videodocumentario.



Come raggiungere la Rocca di San Leo

Una volta giunti a San Leo, la rocca sarà ben visibile, seguite le indicazioni che dall’abitato vi condurranno alla fortezza attraverso un breve sentiero in salita tra la boscaglia



La Rocca di San Leo che fu prigione del Conte di Cagliostro

Andiamo allora alla scoperta di questa bellissima Rocca Rinascimentale che è fiore all’occhiello tra i monumenti di San Leo.

La Rocca di San Leo: Cenni Storici

Le origini di questa rocca risalgono all’epoca delle guerre tra Goti e Bizantini. Fu costantemente oggetto di contesa soprattutto durante i secoli XIV-XV fino a quando venne conquistata dai Montefeltro nel 1441, ad opera del giovane Federico da Montefeltro. Seguì le sorti del ducato nella successione delle famiglie dinastiche: Montefeltro, Borgia, Della Rovere, Medici fino ad arrivare al 1631 anno di devoluzione allo Stato Pontificio. Con questi ultimi divenne aspro carcere nelle cui celle finì i propri giorni il Conte di Cagliostro. Anche dopo l’unità d’Italia, la fortezza continuò ad assolvere la sua funzione di carcere, fino al 1916. Il possesnte apparato difensivo di San Leo sembra essere un prolungamento del masso che lo sostiene: è difficile distinguere tra l’opera della natura e quella dell’uomo.

Rocca San Leo Mappa
La Rocca di San Leo: Prigione di Cagliostro | La Mappa



Visita alla Rocca di San Leo

Dopo aver preso confidenza con il glorioso passato della Rocca Di San Leo andiamo a visitarla.

La Rocca di San Leo: prima piazza d’armi

Entrati nella rocca ci si trova nella prima piazza d’armi che, assieme alla seconda e terza piazza, costituisce il fulcro del sistema difensivo escogitato da Francesco di Giorgio Martini nella seconda metà del ‘400.

Scendendo a sinistra nelle fortificazioni è possibile vedere gli ambienti di difesa realizzati all’interno del torrione martiniano; postazioni che tutelavano l’ingresso e la cortina muraria principale.

Rocca San Leo Prigione Cagliostro
La Rocca di San Leo: Prigione di Cagliostro | Prima piazza d’armi



La Rocca di San Leo: seconda piazza d’armi

Saliti alla seconda piazza d’armi il disegno martiniano diventa chiaramente visibile: egli ideò la doppia cortina tesa in punta tra i torrioni circolari.

La torre maggiore della Rocca di San Leo in origine senza copertura, permette la lettura del sistema difensivo attraverso le postazioni di tiro incrociato. Il torrione minore è testimonianza di una ricostruzione avvenuta a fine ‘700, in seguito ad un rovinoso terremoto. La sua posizione attuale, venendo meno la rupe su cui appoggiava risulta infatti in posizione più arretrata rispetto al progetto rinascimentale.

Rocca San Leo Torre Maggiore
La Rocca di San Leo: Prigione di Cagliostro | Torre Maggiore



La Rocca di San Leo: terza piazza d’armi e mastio

Dalla piazza, salendo una gradinata, e attraversando la cosiddetta porta gotica (evidente testimonianza dell’impianto trecentesco del mastio), si giunge nel terzo piazzale che, quasi come un cortile d’onore, si apre sulla residenza ducale alla quale si accede attraverso un maestoso portale.

Il corridoio del pian terreno, destinato agli ambienti di servizio della corte ducale, si presentava, in origine, porticato (sono ancora visibili al suo interno le arcate). Al termine del corridoio lo spazio che si apre tra la muratura e la roccia, testimonia l’intervento difensivo martiniano di prolungamento della struttura trecentesca, volto a realizzare il rivellino, un corpo avanzato a cuneo verso il nemico, essenziale per fornire una prima protezione alla Rocca di San Leo di punti di particolare importanza.

A destra si possono scendere le anguste scalette che conducono alle celle di punizione; due ambienti ricavati direttamente nella roccia, dove venivano incatenati i reclusi più ribelli. E’ probabile che questo spazio, prima che la fortezza divenisse carcere pontificio (1631), fosse destinato ad uso di cantina vista la particolare freschezza del luogo e la disponibilità di acqua che, dalla cisterna del piazzale, poteva scorrere in questa grotta. Oggi le celle ospitano alcuni strumenti di tortura facenti parte della mostra “Cagliostro, la tortura, l’inquisizione” visitabile nei locali che si aprono al pian terreno.

Rocca San Leo Sala Torture
La Rocca di San Leo: Prigione di Cagliostro | Sala Torture



La Rocca di San Leo: le prigioni e la cella del Conte di Cagliostro

Una scala che volge a sinistra conduce al piano nobile della residenza ducale. Qui si voleva la dimora dei duchi di urbino e successivamente del castellano, durante i loro soggiorni a San Leo.

L’ultimo ambiente è la Cella del Tesoro nota anche come prima cella di Cagliostro. Salendo ad un piano intermedio si possono visitare tre celle chiamate Celle papaline. L’ultimo piano presenta altre sale dedicate a mostre.

Salendo sul terrazzino di fronte all’ala ducale, si accede, a sinistra, nella cella di Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, denominata Cella del Pozzetto. Continuando a salire si arriva al posto di guardiadella cella del Pozzetto. Questa è la stanza dalla quale le guardie in servizio alla Rocca di San Leo sorvegliavano il temuto Cagliostro; sul pavimento è presente una botola attraverso la quale fu calato nella cella sottostante (l’originaria cella non presentava porta d’ingresso). Saliti ancora pochi gradini ci si trova, a sinistra, in una sala in cui è conservata una collezione di armi moderne i cui modelli vennero impiagati nella prima e seconda guerra mondiale e a destra la mostra dedicata a Cagliostro.

Rocca San Leo Cella Cagliostro Pozzetto
La Rocca di San Leo: Prigione di Cagliostro | Cella Del Pozzetto



Tornando indietro ci si affaccia nuovamente al terrazzino del terzo piazzale. Da qui si accede, attraverso una porta a sinistra, nel bettolino, un gradevole ambiente, ancora d’impianto rinascimentale con funzione di luogo di ricreazione delle guarnigioni in servizio nel carcere pontificio. Oltre a questa stanza (usata come book shop), al termine di un breve corridoio, c’è la cella del patriota risorgimentale Felice Orsini.



Dormire nel cuore della Valmarecchia: Hotel a San Leo (Rimini)

San Leo, come del resto tutti i borghi dell’ entroterra riminese, può rappresentare un’ottima soluzione per staccare la spina e tuffarsi in un mondo fatto di cultura, panorami e buona cucina. A tal proposito mi sento di consigliare Booking.com che uso in prima persona e dove spesso ho trovato offerte migliori  anche rispetto alla prenotazione direttamente dall’hotel.



Con la visita alla Rocca Di San Leo sarà possibile fare un salto indietro nel tempo e rivivere la storia di questa spettacolare fortezza che fu anche prigione del Cagliostro.

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Fin da bambino la geografia mi ha sempre affascinato e ad oggi definirmi amante dei viaggi sarebbe scontato e riduttivo. La fotografia invece è una passione incontrata in età adulta e che vorrei continuare a coltivare negli anni. Adoro cominciare a studiare un luogo partendo dalla sua mappa, immaginarmi un itinerario e fotografarlo mentalmente prima ancora di catturare le immagini con la mia reflex. D'altra parte come diceva un certo Walt Disney. "Se puoi sognarlo, puoi farlo"

Una Risposta

  1. aurelio salvi.
    | Rispondi

    che figata sarà la prima meta della primavera per il gruppo motociclistico i cammellari, composto da
    infermieri e medici dell”ospedale san filippo neri di Roma…verremo volentieri a trovarvi e resteremo in pernotto,io quel percorso l”ho fatto e devo dire che è un posto meraviglioso..la rocca poi ha un fascino assoluto. aux da roma.

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